I Velivoli: Yak-50 e Yak-52.

Oggi la flotta del team è composta da Yak-52 e Yak-50.

Sono entrambi velivoli “all metal”, progettati negli anni ’70 dall’ufficio tecnico di costruzioni aeronautiche sovietico OKB 115, diretto da Aleksandr Sergeevič Jakovlev. Entrambi furono impiegati dai reparti di addestramento militari di diverse nazioni. Successivamente trovarono impiego anche in ambito sportivo, acrobatico e turistico.

Il carrello di atterraggio, l’impianto frenante e di avviamento sono gestiti attraverso un sistema pneumatico pensato per evitare problemi di  congelamento dei fluidi a temperature bassissime. L’ aria compressa è generata da un compressore azionato dal motore, la pressione di funzionamento è tra i 10 e 50 bar. Il circuito principale e di emergenza (riservato all’estrazione del carrello) può essere pre-caricata a terra.

Il motore è un Vedeneyev M14P da 360 hp, 10 litri di cilindrata, radiale a 9 cilindri, con elica bipala sinistrorsa. Raffreddamento ad aria, gestito attraverso a dei flabelli meccanici.

Lo Yak-50 fu derivato dallo Yak-18, dal quale riprese l’impostazione di base, ala bassa – carrello retrattile – monomotore, ma con cabina monoposto e con l’inserimento di nuovi accorgimenti per renderlo più robusto (+9 -6 ,G) e agile ottimizzando i pesi e  le superfici di controllo che sono rivestite in tela, tanto da essere stato scelto da alcuni piloti per partecipare al World Aerobatic Championship. E’ stato prodotto in circa 300 esemplari.

Lo Yak-52 fu derivato dallo Yak-50 alla fine degli anni ’70. La sua produzione è avvenuta totalmente negli stabilimenti di Bacau in Romania. A differenza del suo progenitore ha un carrello triciclo molto robusto adatto a piste semi-preparate, è biposto in tandem, ha i flaps, fattore di carico +7 -5 G. Peso massimo al decollo di circa 1300 Kg, autonomia circa 2 ore e mezza, velocità massima di 280 Km/h. A terra ha una silhouette poco attraente ma in volo si rivela molto aggraziato e idoneo al volo acrobatico. Una delle particolarità riguarda proprio il carrello triciclo che, una volta retratto, resta parzialmente esposto a protezione dell’ala in caso di atterraggio con carrello non estratto.

Ha avuto un discreto successo, è stato prodotto in più di 1800 unità. Tutt’ora lo Yak-52 viene commercializzato dalla Aerostar in Romania (ex IAv Bacau) in versioni “occidentalizzate”, tanto da avere designazione Yak52W (Western) e  Yak52TW (Taildragger Western) nella versione biciclo. La stessa Yakolev nel 2004 ha presentato una nuova versione del 52, lo Yak-52M, con motore aggiornato a iniezione Vedeneyev M14PF da 450CV e elica tripala, aerodinamica rivisitata, cockpit aggiornato, seggiolino eiettabile…

Vista la diffusione in ambito civile dello Yak-52, a partire dal 2008 la FAI (Fédération Aéronautique Internationale) ha organizzato i campionati di acrobazia riservati allo YAK-52, “FAI World YAK 52 Aerobatic Championship”. Anche in occasione dell’evento “Air Race Championship” organizzato a Lisbona, è stata creata una classe di competizione “Vintage” riservata ad 8 Yak-52 che si sono sfidati in contemporanea su un circuito disegnato da piloni gonfiati ad aria.

Attualmente il team YAKITALIA dispone di questi velivoli, acquistati in Ungheria e Lituania:

 

  • YAK-50 LY-JJK

Costruito nel 1984 con C/N 842801, ex DOSAAF, prima di entrare nella flotta YAKITALIA era appartenuto al famosa pilota acrobatico lituano Jurgis Kairys che, come suo solito, apportò alcune modifiche per migliorarne le prestazioni, come le “spade” all’estremità degli alettoni, il serbatoio supplementare in fusoliera da 80 lt per un totale di 135 lt, ed un curioso supplementare esterno di 80 lt sopra la fusoliera con alimentazione a caduta del serbatoio interno. (fonte www.hag-italy.it)

  • YAK-52 LY-AFJ

 Costruito in Romania nel 1994 con C/N 9712003 e reso operativo nel 1997, questo Yak 52 divenne famoso per la pubblicità televisiva dell’amaro Montenegro girato nel deserto tunisino. Dipinto tutto di rosso è stato poi riportato all’originale color argento ed è ora parzialmente in livrea Yakitalia. La caratteristica principale rispetto agli altri Yak 52 della flotta HAG riguarda il motore che presenta una modifica all’impianto dell’olio fatta da Sergio Dallan per evitare il tanto temuto blocco idraulico dei motori stellari. Arruolato nel 2011 nella pattuglia della Yakitalia è generalmente il gregario di sinistra. (fonte www.hag-italy.it)

  • YAK-52 LY-GFC

Costruito in Romania nel 1990 con C/N 9010401, ex DOSAAF, fu abbandonato dagli stessi russi in Lituania nel 1990 con appena 126 ore di volo. E’ rimasto inoperativo fino al 2001 quando è stato messo in condizioni di volo. Nel corso degli anni sono state apportate essenziali modifiche quali l’eliminazione dell’ADF (non facilmente utilizzabile fuori dall’URSS e pesante ben 26 Kg), l’adozione di serbatoi supplementari in ala bagnata (dai 120 litri iniziali agli attuali 280 litri) portando l’autonomia da un’ora e mezzo più riserva a ben quattro ore più riserva, l’aggiunta del sistema fumogeno ed un piccolo accessorio portabagagli dietro il sedile posteriore. Un’ ultima modifica riguarda il colore dei plexiglass adesso colorati in blu sostituiti con gli originali incolore per un problema di visibilità sotto la pioggia:  il colorato riduce sensibilmente la distorsione dell’immagine garantendo una buona visibilità anche con parabrezza molto bagnato. Tra le aggiunte vi sono anche le tips arrotondate all’estremità alari e l’ogiva dell’elica: le tips hanno reso l’aereo più morbido in tutte le manovre sotto G e hanno ridotto sensibilmente la velocità di ingresso e l’irruenza nelle figure che prevedono lo stallo quali vite e frullino; l’ogiva, ripresa dallo Yak 18 T, ha il duplice compito di proteggere i contrappesi dell’elica a giri costanti e di migliorare il raffreddamento del motore radiale. (fonte: www.hag-italy.it)

  • YAK-52 LY-ASL

Costruito in Romania nel 1984, C/N 257212.

  • YAK-52 HA-HUJ

Costruito in Romania nel 1985, C/N 856002, attualmente in revisione. A differenza degli altri YAK che hanno matricola lituana, questo è registrato in Ungheria.

La livrea è di color grigio metallizzato per dare risalto al rivestimento metallico degli Yak, e rosso vinaccia in corrispondenza dei flabelli motore, ogiva, e disegni triangolari sulle semiali e stabilizzatore. Sulle semiali sono presenti anche le inconfondibili stelle a 5 punte che richiamato la bandiera dell’Unione Sovietica e quindi le origini dello Yakolev.